SONO AFFASCINATO DA QUELLI CHE SANNO TUTTO

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Io sono sinceramente affascinato da quelle persone che sanno tutto. Quelle che hanno la risposta giusta a qualsiasi domanda.

Vuoi parlare delle guerre nel mondo e di chi ha cominciato proprio quella di cui si discute oggi e di come si potrebbe far finire in poche ore salvando milioni di vite umane?

Loro lo sanno e te lo spiegano anche se non glielo chiedi.

Ecco, c’è quel genere di persone che sa tutto.
Anche quello che pure tu hai letto tanto tempo fa in un trafiletto in fondo al post di uno sconosciuto in Facebook, ma poi l’hai dimenticato.

Ecco, quelle persone prendono quella tesserina di ragionamento che arriva da suo “cuggino” che a te era parso una fregnaccia e ci costruiscono una teoria che si arricchisce di altri pezzettini come quello lì.

Gente oggettivamente straordinaria.

Sono affascinato da quel tipo di persone.

E che ne pensi invece di quelle difendono posizioni insostenibili?
Quelli che siccome fanno parte della tribù di quel politico o di quella squadra di calcio, riescono a sostenere idee imbarazzanti con la sicurezza di chi vede molto più avanti di te.

Sono o no grandissimi anche loro?

Poi se penso che molti di questi si candidano per essere eletti da qualche parte nella politica che ci governa, devo dire che la mia stima aumenta pure, perché a volte, spesso, vengono anche eletti e si acchiappano tanti di quei vantaggi che tu te li sogni.

Così, come è giusto, noi “nientologi” che sappiamo poco o niente di qualsiasi argomento veniamo amministrati gestiti, guidati da quelli che sanno tutto o che semplicemente fanno parte della tribù giusta.

Tutta la mia stima sincera.

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Poi ho chiesto all’intelligenza artificiale di riscrivere questo mio pezzo e quello che segue è il suo (dell’AI) punto di vista:

L’ERA DEI TUTTOLOGI

UN’IRONICA RIFLESSIONE SULLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

C’è qualcosa di straordinariamente affascinante in quelle persone che possiedono la magica capacità di sapere tutto. Non importa quale sia l’argomento in discussione: dalla geopolitica internazionale alle ultime teorie cospirative, loro hanno sempre la risposta pronta, definitiva, incontestabile.

Come diceva Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.”

Li riconosci subito: sono quelli che non hanno bisogno di Google, perché Google dovrebbe consultare loro. Vuoi discutere delle tensioni in Medio Oriente? Loro non solo sanno esattamente chi ha torto e chi ha ragione, ma hanno anche la soluzione perfetta che, stranamente, è sfuggita a tutti i diplomatici mondiali. Il bello è che te la spiegano anche se non glielo chiedi, con la pazienza di chi sta illuminando un povero ignorante.

Sono veri artisti del ragionamento induttivo: prendono un frammento di informazione – magari quel post confuso condiviso dal cugino di un amico su Facebook – e ci costruiscono sopra una teoria complessa come un castello di carte, dove ogni piano si regge miracolosamente sul precedente, sfidando ogni legge della logica e del buon senso.

Ma il vero capolavoro sono i fedeli tribali: quelli che hanno giurato fedeltà eterna a un politico, una squadra di calcio, un’ideologia. La loro capacità di difendere l’indifendibile è commovente. Potrebbero vedere il loro leader ballare la macarena in diretta televisiva e troverebbero il modo di spiegarti che in realtà sta conducendo una sofisticata operazione di diplomazia internazionale.

E il colpo di genio finale? Molti di questi luminari decidono di candidarsi a qualche carica pubblica. E la cosa davvero impressionante è che spesso vengono pure eletti, accedendo a privilegi e vantaggi che noi, poveri mortali consapevoli della nostra ignoranza, possiamo solo sognare.

Così, mentre noi ci arrovelliamo con i nostri dubbi e le nostre incertezze, ammettendo di non avere risposte per tutto, loro – i depositari della Verità Assoluta – ci guidano verso un futuro che solo loro possono vedere chiaramente. Come ha ironicamente osservato Woody Allen: “La risposta è sì, ma qual era la domanda?”

E a noi non resta che applaudire, con sincera ammirazione, questa straordinaria capacità di navigare nel mondo con la bussola dell’infallibilità. Perché, in fondo, dev’essere meraviglioso vivere in un mondo dove tutto è bianco o nero, giusto o sbagliato, senza quelle fastidiose sfumature di grigio che tanto ci complicano la vita.

La mia stima, sinceramente, non può che crescere di fronte a tanta adamantina sicurezza. Anche se, come sussurrava George Bernard Shaw, “Il problema con il mondo è che gli stupidi sono strasicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”

 

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