CORTO CIRCUITO

Il mio amico Albertone, chiamato dagli amici “Cento cervelli” per la sua attitudine a far funzionare la capoccia, definiva “discussioni Strappamajette” quelle che si tengono al bar.

Succede quando due persone discutendo su argomenti da bar appunto, quindi semplici, si accalorano e cominciano a spingersi e poi si aggrappano alla maglietta l’uno dell’altro fino a strapparla, urlando: “…tenetemi, fermatemi che sennò je meno“.

Modalità “strappamajette” appunto.

E quello è un atteggiamento che, sbagliando, possiamo assumere un po’ tutti noi semplici abitanti di questo pianeta imperfetto.

Per questo la società sana elegge dei rappresentanti più maturi e dotati di forti qualità di diplomazia, li elegge soprattutto per trovare una soluzione civile a qualsiasi disputa.

Questo vale anche per le guerre ovviamente.

Deleghiamo insomma ai politici la soluzione diplomatica a qualsiasi tipo di conflitto, perché sennò va a finire a “strappamajette” e quello oltre che infantile, manco risolve. “Teneteme che je meno“.

Se però i politici, come succede in questi giorni, ci suggeriscono, magari pure indebitandoci, oppure sottraendo risorse a sanità, cultura, scuola, sviluppo, di comprare armi (che sarebbero per chi si fosse distratto, quelle attrezzature di cui parla anche la Costituzione all’art, 11, quelle cose che servono per la guerra) allora qualcosa a mio avviso funziona male .

Parte una specie di corto circuito che il mio amico Albertone avrebbe potuto usare per spiegare il senso della modalità “Strappamajette“.

Ciao Albertò. Un saluto da quaggiù dove si rischia sempre di ritrovarsi con la maglietta strappata o magari pure bruciata.

il diplomatico

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